CNGEI sezione di Bracciano

Ricordare il passato per creare il futuro

La memoria è determinante. È determinante perché io sono ricco di memorie e l’uomo che non ha memoria è un pover’uomo, perché essa dovrebbe arricchire la vita, dar diritto, far fare dei confronti, dar la possibilità di pensare ad errori o cose giuste fatte. Non si tratta di un esame di coscienza, ma di qualche cosa che va al di là, perché con la memoria si possono fare dei bilanci, delle considerazioni, delle scelte, perché credo che uno scrittore, un poeta, uno scienziato, un lettore, un agricoltore, un uomo, uno che non ha memoria è un pover’uomo. Non si tratta di ricordare la scadenza di una data, ma qualche cosa di più, che dà molto valore alla vita.”
(Mario Rigoni Stern)

Questo il leitmotiv dell'estate Rover della Compagnia, per ricordare il centenario del roverismo, una strada verso la felicità e il 1968, un anno lungo cinquant'anni.
Dalla memoria di un passato, più o meno vicino, al nostro presente in un viaggio, pedalando lungo il Delta del Po, terra di mezzo tra fiume e mare. Un viaggio in tutto quello che rappresenta la natura e la cultura di gente vissuta fra terra e acqua, dove, come abbiamo letto al Museo della bonifica di Ca' Vendramin “Chi non conosce il passato del proprio paese non può capire il presente. Chi invece conosce il passato è in grado di assumersi le responsabilità per il futuro”, i ricordi ci hanno aiutato ad amare e rispettare il nostro passato e a non aver paura del futuro. E' stato un modo per non dimenticare chi siamo e cosa vogliamo diventare. Il parco del Delta del Po è un territorio straordinario, nato dall'incontro della terra e dell' acqua: acqua che rimane e acqua che non c'è più, sollevata e portata via in secoli di lavoro ostinato, di testarda e cocciuta aspirazione contadina per poter vivere della terra e dei suoi frutti.
Quello tra la bicicletta ed il Delta del Po è un rapporto piuttosto complesso, dove il vento, gli argini erbosi, il fastidio degli insetti hanno un ruolo importante. Il Delta del Po è una delle zone umide più importanti d' Europa, che accoglie elementi di biodiversità che lo rendono un paradiso per naturalisti, biologi, scienziati, turisti e birdwatchers: moltissime specie animali e vegetali, un tripudio di colori e suoni, silenzi e atmosfere, difficili anche solo da spiegare, una cornice perfetta al grande spettacolo della natura. Sono luoghi indicati per chi ama gli spazi aperti, dove si percorrono argini e lunghissimi rettilinei dei quali non si vede la fine. Luoghi da percorrere lentamente, scoprendo la dolcezza del paesaggio, l'accoglienza dei casoni, l'emozione dei ponti di barche, il mistero dei folti canneti, le attività nelle valli, fino al fascino della foce. Il mare aperto non si vede, ma lo si percepisce, lo si sente dall'odore, lo si immagina ricoprire quelle che ora sono campagne bonificate. Inoltrarsi in bici per un argine del quale non si intravvede la fine, alto anche tre o quattro metri sul piano di campagna e con il fiume sopraelevato rispetto alla campagna stessa, fa pensare a chi l'ha costruito: la sedimentazione del fiume ed il lavoro dell'uomo: un raccordo tra natura ed umanità che ci fa irrompere nella storia di quei luoghi e ci fa collocare nel flusso dello scorrere del tempo per scrivere la nostra storia.