CNGEI sezione di Bracciano

8 marzo Giornata internazionale delle donne

Con questa giornata dovremmo celebrare le donne che riuscirono con forza e coraggio ad ottenere gli stessi diritti degli uomini, ma questa giornata, che è diventata “La Festa della donna”, non celebra più il coraggio, la determinazione ed il sacrificio delle donne. Per l'8 marzo come simbolo delle lotte per la parità di diritti nel 1946 durante un’assemblea dell’Udi (Unione donne italiane) venne scelto come fiore la mimosa: fiore economico, facile da trovare e che sboccia a marzo.

"La mimosa era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette. Mi ricordava la lotta sulle montagne e poteva essere raccolto a mazzi gratuitamente”, queste le parole di Teresa Mattei, una delle attiviste ed ex partigiana, che si impegnò per i diritti delle donne.

A Valerio Onida, ex Presidente della Corte Costituzionale, è stata posta la domanda: “Qual è l’eredità che persone come Teresa Mattei lasceranno?”. Questa la risposta: «Un’eredità che va preservata. E va sottolineata la responsabilità degli eredi. Si tratta di valori che fanno parte della nostra vita ma sono tutt’altro che ovvii. Pensiamo alla visione di una società che sa prendersi cura di se stessa. Oggi il neo-individualismo appanna i valori di solidarietà che ne sono alla base. Per questo, rappresenta un patrimonio che richiede una cura particolare e il bisogno di ritrovarsi – anche in una società affetta da bipolarismo estremo – per prendersi cura di ciò che è comune. Se manca questa coesione una società non sta in piedi».

Oggi però non pensiamo alle mimose, ma alle donne che hanno combattuto e a quelle che combattono per una vita migliore; donne forti, straordinarie, giovani e anziane che hanno lasciato i loro paesi per assicurarsi un futuro lontano dalla guerra e dalla povertà.

Che l'8 marzo porti alle donne la dignità che meritano.