CNGEI sezione di Bracciano

Note sul lupettismo

Mowgli venne accolto tra il Popolo Libero grazie all'offerta di un grasso toro di Bagheera ed alle buone parole di Baloo.
Così inizia la storia.....

Il metodo educativo del Lupettismo, proposto per la prima volta dal fondatore dello scoutismo Robert Baden Powell nacque dopo il successo dello scoutismo rivolto ai ragazzi di età maggiore.
I caposaldi del progetto educativo sono il gioco, l'utilizzo di un ambiente fantastico basato sul Il libro della Giungla di Rudyard Kipling a cui tutto viene riferito (ad esempio, i capi sono detti Vecchi Lupi, e vengono chiamati con i nomi dei personaggi del libro), la cosiddetta morale indiretta o morale per tipi (in cui le scelte morali vengono presentate tramite i comportamenti delle figure dei personaggi del Libro) e la condivisione di alcune regole basilari per una proficua convivenza nel gruppo. Questo metodo venne sviluppato da Vera Barclay, prima Akela d'Inghilterra, che ideò una vera e propria legge del gruppo (Legge del Branco) e capì che un elemento fondamentale per la buona riuscita delle attività coi bambini doveva essere l'atmosfera respirata all'interno del gruppo coniando il termine “famiglia felice”.

Le attività di Branco che si possono direttamente o indirettamente inquadrare e ambientare nel clima giungla sono quindi infinite: racconti, giochi, lavoretti, disegni, canti, danze, scene mimiche, ecc. Per quanto riguarda queste attività possiamo considerare Il libro della giungla come una delle tante sorgenti di ispirazione, con facoltà quindi di attingere anche altrove, ma dove invece il Libro della giungla è la sola, unica e insostituibile fonte di ispirazione è nella creazione del tono del Branco (parole maestre, grande urlo, linguaggio giungla, figura dei Vecchi Lupi, ecc.), di quel tono, cioè, che è il solo a permetterci di realizzare i fini educativi. Qui non sono ammesse libertà, eccezioni, sovrapposizioni o accostamenti di sorta: questa parte è e deve essere la giungla di Kipling. La giungla di BP è la giungla di Kipling.

La giungla: è l’ambiente fantastico in cui tutto il branco è immerso, è il filo conduttore di tutta la vita del branco e insieme alla famiglia felice è l’atmosfera necessaria all’applicazione del metodo. Il bambino è in grado di identificarsi nel cucciolo d’uomo Mowgli, e nell’insieme, come gruppo, nel branco dei lupi di Seeonee nel quale viene accolto Mowgli, mentre l’adulto impersona quei personaggi che nel racconto sono i conduttori del branco o comunque le figure di esperienza, forza, astuzia e altre doti positive, cioè Akela, Baloo, Bagheera, ecc. L'adulto entra a far parte del mondo dei bambini in modo naturale e viene facilmente giustificata la sua presenza.

La morale per tipi: BP intuì fin dall’inizio che proporre una morale fatta di “non fare quello” o “devi essere più buono”, una morale diretta per intenderci, avrebbe avuto ben poco successo specialmente con i bambini; ecco dunque l’idea –forza dello scoutismo in età da lupetto di proporre una serie di esperienze e di figure di riferimento che potessero suscitare l’adesione spontanea del bambino a comportamenti orientati secondo i valori positivi. I tipi proposti dalla Giungla di Kipling sono categorici, sempre uguali a loro stessi. I personaggi che si interpretano o si raccontano sono sempre buoni o sempre cattivi, rappresentano il bene o il male, in maniera netta. Unico essere dinamico è Mowgli che incarna il lupetto che cresce giorno per giorno sino a diventare "uomo".

La legge: una legge governa questa società eterogenea, una legge diversa e tuttavia analoga a quella che governa le società umane; essa permette l'esplicarsi della libertà individuale, senza la quale non vi sarebbe sopravvivenza, tuttavia ne limita la portata a favore della società stessa. “Come aveva promesso alla Rupe, Baloo si prese cura di Mowgli insegnandogli la Legge della Giungla”.
La bussola che indica al lupetto la giusta pista nella Giungla, una liana che cinge ognuno di noi… la Legge del Branco è un principio morale profondissimo, ma allo stesso tempo così essenziale da farsi rapidamente spazio nella coscienza del bambino, arrivando al punto di governare ogni sua azione. La Legge non è un imperativo, non comanda, non proibisce: indica semplici constatazioni di fatto, affermazioni che vanno dritte alla comprensione del bambino. Concetti efficaci che vengono interiorizzati dal lupetto senza particolari sforzi cognitivi grazie all’abilità di Akela, che eviterà di farne chiacchiere e discorsi ma sarà caparbio nel farla rispettare.

La promessa: la comprensione e l’assimilazione della Legge saranno necessarie perché il Cucciolo possa dare il giusto peso e valore all’impegno che lo attende: la Promessa. Nella promessa del lupetto il primo interessato è il lupetto stesso e promettendo di fare del proprio meglio prende coscienza della propria responsabilità e promette felice di farlo, ben sapendo che ogni atto contrario alla propria promessa significa aver rotto un patto e svilito la parola data. Ma per fare una promessa bisogna essere in due: chi la pronuncia e chi la riceve, figura quest’ultima così importante che si desidera con tutto il cuore che possa fidarsi della parola data. E’ fondamentale dunque che Akela sia in grado di far sentire il suo personale coinvolgimento ad ogni singolo lupetto, trasmettere la solennità dell’impegno e la fiducia che ripone in chi sta prendendo un così forte impegno. La promessa di ogni lupetto è il sigillo sul rapporto speciale che Akela costruisce con lui: tra tutte le persone del mondo, è a lui che il bambino promette di essere un buon lupetto e starà ad Akela onorare questo rapporto.

I Vecchi Lupi: educatori, formati al ruolo, presenti in Branco con caratteristiche positive e che utilizzano parole maestre. Le parole maestre sono espressioni che richiamano un valore di riferimento, ne stimolano l'adesione, suggeriscono un comportamento, incentivano un modo di vivere e sono tratte direttamente dal Libro della giungla. I Vecchi Lupi le mettono in evidenza in particolari situazioni che si vivono in Branco. Nella mente del bambino ognuna trasmette un'importante messaggio.

Il grande urlo: è il saluto che tutti i lupetti rivolgono ad Akela e col quale ciascuno afferma di voler fare del proprio meglio per mantenere fede alla promessa (si rifà al modo di fare dei lupi nel Libro della giungla che, quando Akela prendeva posto sulla rupe, stavano accucciati in cerchio col muso in aria e urlavano il loro benvenuto).

La roccia della pace: è la lunga e sottile linea di rocce che emerge nel bel mezzo del fiume Waingunga durante la siccità e da quel momento Hathi proclama la tregua dell'acqua. La Legge della Giungla, una volta dichiarata la Tregua dell’Acqua, punisce con la morte chiunque uccida ad un abbeveratoio, perché bere viene ancor prima che mangiare. Tutti riescono a cavarsela nella Giungla quando è la selvaggina a scarseggiare, ma l’acqua è acqua, e quando non c’è più che una fonte a cui attingere, tutta la caccia si arresta.