CNGEI sezione di Bracciano

4 giorni a Exodus Cassino

28 Aprile 2018: partenza ore 7:20 da Bracciano. Un lungo viaggio aspetta i nostri rover, tra cambi di treni e stazioni, passando per le verdi campagne dell’Agro Romano e della Ciociaria su rotaie.
La destinazione è Cassino, ed in particolare la comunità Exodus: una comunità di per persone affette da vari tipi di dipendenze, quali droga e gioco d’azzardo. Ad accoglierci Adriano, anche Capo scout Cngei: il tempo di una presentazione generale e siamo già a tavola mescolati ai membri della comunità.
E’ subito dopo pranzo che inizia il nostro servizio ad Exodus: ci ritroviamo catapultati in un orto da accudire e dove piantare peperoni, pomodori e tanto altro, e in una stalla veramente polietnica, contenente conigli, galline, anatre, oche, due caprette e ben tre pony.
Sotto la guida di Kelvin, addetto ai lavori del posto, di certo non rimaniamo con le mani in mano ed iniziamo subito a darci da fare con le attività che ci terranno occupati anche nei due giorni successivi: la pulizia di gabbie e stalle e la cura dell’orto.
Alcuni di noi prestano anche servizio in cucina, nel preparare da mangiare per tutta la comunità, e nel servire i tavoli. A stretto contatto con gli altri, iniziamo a conoscere i ragazzi che abitano lì, alcuni della nostra età e altri più grandi: Alessandro, Simona, Diego, Felice e tanti altri. Le loro storie iniziano a venir fuori, le testimonianze di alcuni di loro ci vengono esposte con tutta la fatica mista a gioia che significa star affrontando un cambiamento come quello dell’estromissione di sé da una dipendenza, sia fisica che psicologica.
I giochi assieme e le partite a pallavolo (clamorosamente perse dalla Compagnia) assieme ai ragazzi ce li fanno sentire vicini e decisamente umani, ben diversi da come inchieste televisive e media dipingono chi fa una certa strada. Tante le somiglianze ed i punti di contatto tra noi, incredibile la condivisione del loro percorso nei nostri confronti.
Questo è ciò che ci han dato i ragazzi di Exodus, e non potevamo certo andare via senza contraccambiare il favore: abbiamo coinvolto tutti loro in un fuoco di bivacco la sera del terzo giorno di permanenza, e sembravano proprio essersi divertiti tutti.
Questa è stata un’esperienza che ha allargato gli orizzonti della Compagnia e la sua coesione interna: c’è stato spazio anche per un fuoco rover sull’incredibile traguardo dei 100 anni di roverismo, che ha riguardato, in varie sue parti, sia la storia dello scautismo mondiale che del nostro percorso di Compagnia.
Non poteva però mancare una visita all’Abbazia di Montecassino, la più antica d’Europa. Un bus ci ha portato, tornante dopo tornante, sulla cima del monte che sovrasta la città di Cassino, sulla cui cima sorge imponente la mastodontica Abbazia, ricostruita in parte dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Una vista splendida e la cura meticolosa, sia del chiostro che della Chiesa dell’Abbazia che della Cripta dove sono sepolti San Benedetto (fondatore dell’Abbazia) e Santa Scolastica (sua sorella), hanno reso la visita dell’edificio e del sottostante cimitero Polacco, dedicato a molti ragazzi morti durante la Battaglia di Montecassino, veramente piacevole, e a tratti sconvolgente per la meraviglia del luogo.Dopo 4 giorni abbiamo dovuto lasciare Exodus e i suoi fantastici componenti: una foto di gruppo con tutti loro e si riparte verso casa. Tutti concordiamo sul fatto che avremmo voluto rimanere lì ancora per del tempo e che ci dispiaceva partire proprio ora che avevamo iniziato a fare davvero conoscenza con gli altri: segno di un’accoglienza calorosa e di un’esperienza davvero memorabile per la Compagnia Giullari Erranti.

Lorenzo