CNGEI sezione di Bracciano

Disconnect

La Compagnia, durante il campo invernale, nel ripercorrere il cammino del rinnovo della promessa ha affrontato i percorsi che rispondono ai suoi bisogni: La Natura, Il Corpo, Gli Altri, La Vita Interiore, Il Cammino ed infine La Ricerca.

Nelle varie tappe si sono circoscritti alcuni temi che ci hanno aiutato a raccontare meglio le proprie esperienze e a scegliere le direzioni del futuro. Molti temi erano tra loro collegati o si sono intrecciati nel loro sviluppo ed hanno trovato la loro ragione d’essere nelle esperienze concrete. La nostra comunità, che vive anche in rete, si è posta la domanda “diconnettersi ?”

L’uomo che per natura è un essere sociale ha bisogno di comunicare e la capacità di comunicare nasce dall’esigenza di condividere con gli altri non solo informazioni utili per la sopravvivenza, ma anche emozioni, piaceri, interessi. Abbiamo riconosciuto che molte delle funzioni quotidiane connesse agli ambiti dello svago, dell’informazione e della socializzazione sono effettuate mediante le nuove tecnologie che hanno facilitato per molti aspetti la vita di ognuno, permettendo ad esempio di comunicare più rapidamente e a grandi distanze. Questo tipo di relazioni e comportamenti in rete fanno in modo che ogni persona si senta a suo agio in un clima di intimità e confidenza che sono caratteristiche di una comunità reale;reale e virtuale cominciano a confondersi, a mischiarsi, al punto da sembrare una cosa sola.

Allora la rete favorisce lo sviluppo di nuove comunità o, invece, provoca l’isolamento recidendo i legami dei singoli individui con la società, e, infine, col mondo reale? E' necessario distinguere il reale dal virtuale? L’appartenenza a una o più comunità virtuali si somma all’appartenenza a una comunità locale, piuttosto che sostituirsi ad essa e oggi nessuno può sostituire totalmente la dimensione fisica con quella virtuale. Una frattura comunque si è aperta tra coloro che sono in grado di connettersi allo spazio dei flussi tramite internet e gli analfabeti digitali che possono identificarsi solo in base a rapporti locali face-to-face e a modelli di identità collettiva veicolati da Stati e mass-media non interattivi (tv, stampa, etc.). Questa frattura non è tanto tra territori, seppur permanga un forte divario tra Paesi avanzati e Paesi in via di sviluppo, quanto tra classi sociali e tra generazioni.

E per noi? La rete virtuale è solo complementare alla realtà: uno strumento, un supporto, un habitat da attraversare ed usare, prima di rientrare nel mondo face to face.

 “Il viaggio è per eccellenza la metafora della vita. Alla partenza tutto è incerto, il cammino, la strada. Si presentano le scelte, i bivi, davanti ai quali restare fermi non è che la scelta peggiore. Allora quello che serve è il coraggio di imboccarne uno, stringendo gli spallacci dello zaino e pestando la terra con gli scarponi. Un viaggio da soli lascia tempo per pensare, ma ogni buon viaggio richiede compagni di viaggio e di fatica, richiede amici, semplici passanti oppure turisti curiosi che si fermano a guardare la carovana di scout dai calzoncini corti. Nel viaggio arrendersi lascia fermi, non porta da nessuna parte. Mentre anche quando piove, anche quando la vetta sembra lontana restare fermi non fa che abbandonarci al freddo, mentre stringere i denti e solcare i passi della nostra vita verso la meta, comunque vada, ci darà l’opportunità di scaldarci. Il viaggio è per eccellenza metafora della vita, perché il viaggio ci stanca, ma arrivati in vetta all’improvviso la fatica sembra scomparire e davanti a noi si aprono l’immenso e la gioia” (A. Fornaroli)