CNGEI sezione di Bracciano

Rover, cuore fra le nuvole e piedi sulla roccia!

Trattenete il fiato o genti, perché nulla sarà più come prima ...

... dopo la Ri-nascita della Compagnia “Giullari Erranti”

Ho l’età in cui le cose si osservano con più calma, ma con l’intento di continuare a crescere.
Ho gli anni in cui si cominciano ad accarezzare i sogni con le dita e le illusioni diventano speranza.
Ho gli anni in cui l’amore, a volte, è una folle vampata, ansiosa di consumarsi nel fuoco di una passione attesa.
E altre volte, è un angolo di pace, come un tramonto sulla spiaggia.
Quanti anni ho, io? Non ho bisogno di segnarli con un numero, perché i miei desideri avverati, le lacrime versate lungo il cammino al vedere le mie illusioni infrante valgono molto più di questo.
Che importa se compio venti, quaranta o sessant'anni!
Quel che importa è l’età che sento.
Ho gli anni che mi servono per vivere libero e senza paure.
Per continuare senza timore il mio cammino, perché porto con me l’esperienza acquisita e la forza dei miei sogni.
Quanti anni ho, io? A chi importa!
Ho gli anni che servono per abbandonare la paura e fare ciò che voglio e sento.
(J. Saramago)

 

Il roverismo nasce nel Cngei come necessità di offrire un percorso educativo ai giovani dai 16 ai 19 anni che vogliono continuare il loro percorso scout.

Il rover, randagio/vagabondo, è in cammino con i suoi compagni di viaggio e sceglie di vivere la strada da percorrere come uno strumento di crescita personale e collettiva. Il rover interagisce con il gruppo di coetanei di cui fa parte, la Compagnia, all’interno della quale il Capo Compagnia, capo educatore, svolge il ruolo di coordinatore delle attività e di guida dei suoi compagni più inesperti.
Il metodo educativo che si applica nel contesto rover è quello del lavoro per piccoli gruppi, promuovendo l’iniziativa del singolo e lo sviluppo di una forte autonomia decisionale e senso di responsabilità.
I rover seguono un percorso che dura tre anni, nei quali decidono di condividere esperienze che li mettono alla prova in cinque aree così definite: aria aperta, servizio, sociale, spirituale e culturale. Spesso i campi di azione si intersecano, come è logico che sia, e la crescita del ragazzo come singolo e membro del gruppo è scandita da tappe simboliche, non più così schematizzate come le capacità dei lupetti o le specialità degli esploratori, che lo portano a riflettere sulle importanti scelte che di lì a breve sarà chiamato a fare come adulto (lavoro, università, rispetto dell’ambiente, legalità e, in ambito scout, sulla possibilità di impegnarsi come volontario).

La bellezza della vita rover sta tutta nella capacità di vivere intensamente degli adolescenti di quell’età, curiosi di affacciarsi al mondo nuovo che li attende ma allo stesso tempo ancora inesperti poiché sprovvisti degli strumenti che solo l’esperienza può offrire. Spavalderia si mischia al timore, il dubbio rode le vecchie certezze e lo scout è convinto che la vita in mezzo alla natura e al servizio volontario degli altri siano due veicoli fondamentali per una sana crescita e la formazione di un carattere determinato.
Non ci sono limiti ai campi d’azione dei Rover, termine che possiamo tradurre come il “viandante”, cioè come colui/colei che vuole personalmente informarsi sulle cose e partecipare al processo di cambiamento della società per esserne parte attiva e pertanto CAMMINA per il mondo, che ama pur non condividendolo nelle sue parti peggiori e per il miglioramento del quale SI IMPEGNA.