CNGEI sezione di Bracciano

CI 2018 al Casale Marzapalo

Torrioni e borghi medievali, boschi disseminati di casali, cime popolate da daini e caprioli. In basso scorre, per confluire nel Tevere, il fiume Paglia, accanto corre la SS2 Cassia. Siamo a oltre 130 chilometri da Roma e a una settantina da Viterbo, nella Riserva Naturale di Monte Rufeno, nel comune di Acquapendente (VT). A pochi chilometri, il confine con la provincia di Terni, in Umbria, e di Grosseto e Siena, in Toscana. In alto, su un monte nella Riserva, è il Casale Marzapalo, costruito sul luogo di un monastero medievale, presente nei registri della Città di Orvieto fin dal 1072. Per raggiungerlo, da Bracciano, servono un treno (fino a Viterbo) e due autobus (uno che, da Viterbo, costeggia la riva orientale del Lago di Bolsena ed arriva fino al paese di Acquapendente ed un altro che collega Acquapendente a Proceno, il comune più a nord del Lazio). Scesi al bivio che dalla Cassia conduce a Proceno, sono una decina di chilometri di strada che attraversa la campagna e affonda nel bosco che circonda il Casale. Sulla destra, rimane sempre visibile la maestosa Torre Alfina, sulla sommità della montagna. La vista è mozzafiato: i monti declinano nella valle del Paglia e si distinguono diversi paesi, alcuni dei quali di certo in Umbria e Toscana, arroccati sui monti lontani. Il Casale (che in realtà è un complesso di due strutture e una “rimessa”) è spazioso e accogliente, ha persino il camino con cui scaldarsi durante le – fredde – serate montane.

Insomma, il posto ideale per la riflessione, nella tranquillità dei boschi e in armonia con la natura circostante. E riflettere serviva: la Riserva è stata sfondo della ricerca in noi stessi del perché ci fa essere scout, e tutti insieme, davanti a un “fuoco tranquillo” abbiamo rinnovato la nostra promessa, tenendo tra le mani candele accese e senza risparmiarci qualche lacrima di commozione. Anche il tema del Campo, l’istruzione, è in fondo una ricerca verso il miglioramento. Ne abbiamo sondati gli aspetti più oscuri e nascosti vedendo e discutendo il film L’onda. L’abbiamo scoperta attraverso dati e documenti, dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani ai sondaggi dell’Istat.

La nostra ricerca, oltre che spirituale, è stata fisica, naturale e paesaggistica. In hike abbiamo scoperto l’Osservatorio sulla sommità del monte, in mezzo ai boschi, in vista di castelli toscani e cime umbre, una salita verso le stelle. La ricerca però, era anche di noi stessi, di noi Compagnia, di noi gruppo. Questo Campo ci ha legati ancor di più di quanto non lo fossimo prima, ci siamo conosciuti meglio, e ci siamo anche “rappresentati” l’un l’altro: chi con un ban, chi con un disegno, chi con una canzone. Ognuno nella categoria espressiva nella quale riusciva in modo peggiore. Ci sono state delle incomprensioni, ma le abbiamo superate.

La nuova Compagnia, forte dell’ingresso di ben sei membri (un “raddoppio”, rispetto all’anno scorso) ha inaugurato il nuovo anno così, tra gli alberi secolari e il passaggio silenzioso dei daini, le ripide salite e le lunghe discese, sotto un cielo che, una sera, per cinque minuti d’incanto si è tinto di rosa, quando il colore del sole al tramonto ha invaso le nuvole della sera, e su cammini antichi, percorsi da mercanti e briganti, e oggi da ragazzi che diventano uomini. Cresciamo insieme, per un mondo migliore e impariamo a farlo. Ricordandoci sempre che, come afferma Proust, “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”. Per conoscerci, per vivere insieme lo scoutismo.